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Se non lo faccio tre volte la mamma muore

Premessa

Tutti i bambini, nel corso dello sviluppo manifestano paure più o meno irrazionali e, in alcune circostanze, per sconfiggerle utilizzano dei comportamenti ripetitivi. Questi comportamenti si riscontrano comunemente in bambini di età compresa tra i due e gli otto anni, e sembrano essere funzionali al bisogno di controllare l’ambiente e gestire paure ed ansie. I bambini spesso hanno delle superstizioni ed una sorta di “pensiero magico” ossia la convinzione di poter controllare gli eventi attraverso il potere dei loro pensieri o dei loro comportamenti. In adolescenza i rituali tendono a diminuire lasciando spazio alle preoccupazioni ossessive legate all’aspetto fisico, allo sport o alla musica. Con la crescita la maggior parte di questi rituali scompare da sola. In alcune circostanze, tuttavia, i rituali del bambino persistono nel tempo, sono invalidanti, provocano sofferenza, sentimenti di vergogna e portano all’isolamento. In tali situazioni, i rituali, possono essere sintomi di un disturbo d’ansia denominato Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC). Leggi l’articolo per saperne di più.

Alcuni bambini – o adolescenti – con DOC hanno un’eccessiva paura dello sporco o dei germi, per questo motivo, si lavano troppo spesso (e troppo «a fondo») ed evitano di fare alcune cose, normali per gli altri, come andare in autobus, gettare la spazzatura, stringere la mano a qualcuno o toccare alcuni oggetti. Altri, potrebbero controllare e ricontrollare continuamente le cose che fanno, per avere la certezza di farle  «nel modo giusto», oppure potrebbero prestare troppa attenzione a come sono sistemati e ordinati gli oggetti (nella sua stanza o nel resto della casa), spaventati all’idea che le cose vengano spostate dalla loro «posizione prestabilita». Altri ancora potrebbero manifestare comportamenti bizzarri, come attraversare una porta senza toccarne i lati, accendere o spegnere l’interruttore della luce un certo numero di volte, evitare di calpestare le fughe del pavimento. Spesso questi comportamenti causano discussioni o attriti in famiglia o interferiscono con il rendimento scolastico.

La differenza tra DOC e normali routine nei bambini ed adolescenti risiede principalmente nelle caratteristiche della reazione degli stessi di fronte all’impossibilità di mettere in atto un rituale. Spesso i bambini (e gli adolescenti) con DOC non possono smettere di preoccuparsi, non importa quanto ci provino o quanto gli altri tentino di distrarli con proposte più o meno allettanti. Per molti anni, il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è stato considerato un disturbo raro e difficilmente trattabile. Numerose ricerche oggi indicano che il DOC è un disturbo neurobiologico comune che colpisce uomini, donne e bambini di tutte le razze, religioni e background socioeconomici. I bambini tendono a nascondere i loro sintomi per confusione o imbarazzo. Molti genitori e insegnanti non hanno gli strumenti per riconoscere i segnali del disturbo in quanto la conoscenza scientifica del DOC si basa su recenti scoperte, inoltre molti clinici non sono preparati per diagnosticare e trattare questo disturbo. Fortunatamente, oggi sono disponibili trattamenti efficaci in terapia cognitivo-comportamentale che operano allenando il cervello a rispondere in modo diverso alle ossessioni.

Storie

Giorgia

“La mia esperienza con il DOC iniziò in estate. Avevo sette anni. Mio padre stava pianificando una vacanza al mare con mamma, con me e con mio ​​fratello di cinque anni. Ero entusiasta di vedere la spiaggia e di sentire la sabbia sotto i miei piedi per la prima volta. Quell’eccitazione fu di breve durata. Una volta lì, mio ​​padre e mia madre iniziarono a discutere, lanciando piatti ed insultandosi. Mia madre afferrò un flacone di pillole … le prese tutte. Immediatamente mio padre la portò in ospedale, dove rimase per il resto della nostra vacanza. Il lavaggio delle mie mani è iniziato poco tempo dopo. Ho passato ore ed ore in bagno a lavarmi le mani. Sentivo che se non lo avessi fatto, mia madre sarebbe morta. Mi sono sforzata di mangiare cibi che odiavo assolutamente. Non partecipavo ad attività che la maggior parte dei bambini fanno, tra cui nuotare in piscina perché pensavo che sarebbe accaduto qualcosa di orribile se l’avessi fatto. Non capivo perché fossi così. Facevo regolarmente la stessa preghiera che avevo memorizzato e pensavo che Dio fosse in contatto con me. Ero esausta, molto confusa e pensavo di essere pazza. Alla fine, ho confessato tutto a mia madre, che mi ha portato da uno neuropsichiatra infantile. È stato un sollievo scoprire che non ero l’unica persona con questa ansia…”

Beniamino

“Beniamino era tormentato dal timore che i suoi genitori sarebbero scomparsi. Per un po’ i suoi rituali – toccare le cose, ripetere alcune frasi – funzionarono nel placare la sua preoccupazione, ma alla fine l’ansia era diventata così travolgente da impedirgli di andare a scuola e di uscire addirittura dalla sua stanza. La storia del suo DOC iniziò quando aveva sei o sette anni. Aveva paura dei ladri, quindi controllava sempre dietro il letto per assicurarsi che non ci fosse nessuno. Poi questo comportamento divenne un’abitudine. Evidentemente nessun rapinatore poteva entrare in casa, Beniamino era al sicuro, ma non poteva fare a meno di rassicurarsi. Poi iniziò a temere che i genitori lo avrebbero lasciato. Era a casa del nonno ed , insieme stavano facendo dei lavoretti in cantina. Ad un certo punto Beniamino si distrasse, e quando si voltò il nonno non c’era più. Fu colto dal panico e da una grande paura. Quando riuscì a venir fuori dalla cantina vide che il nonno era nel vialetto e sentì un sollievo immediato. Da quel momento iniziò ad aver paura che i genitori lo abbandonassero. Qualcosa nella sua mente gli diceva che i suoi genitori avrebbero potuto lasciarlo e che sarebbe rimasto solo per tutta la vita. Non c’era nessun motivo valido per avere questi pensieri. Non riusciva più ad andare da solo da nessuna parte, chiaramente non sarebbe successo nulla, ma diventò paranoico e doveva avere continue rassicurazioni dai suoi genitori. Quando arrivò al punto da non poter restare nel suo letto i genitori sistemarono un materassino nella loro stanza. Ogni notte prima di addormentarsi chiedeva alla mamma: “e se succede qualcosa di brutto?” la mamma lo rassicurava dicendo “No non succederà nulla.” Lui rispondeva: “starai sveglia per controllare e per vedere se va tutto bene? “e lei rispondeva di si. A quel punto era rassicurato ed avrebbe dormito bene tutta la notte…” 

Carla

“Il mio primo ricordo del DOC risale a quando avevo circa otto anni: avevo paura di calpestare le crepe del marciapiede, non so perché, ma mi sentivo a disagio se lo facevo. Avevo inoltre il timore che se non avessi detto le mie preghiere con rispetto e sincerità, mia madre sarebbe morta in un incidente d’auto. Molte persone riconoscono il DOC quando si parla di lavaggio delle mani o di controllo delle cose. Il Disturbo ossessivo compulsivo può assumere anche altre forme più preoccupanti, ad esempio, la paura di poter danneggiare i propri figli, in modo molto violento. Quando ebbi il mio quarto figlio sperimentai pensieri intrusivi mentre andavo nella cameretta dei miei figli mi veniva in mente che avrei potuto strangolare le bambine nel sonno (ovviamente non l’avrei mai fatto). Era orribile attraversare il corridoio, perché ero come convinta che avrei potuto farlo davvero. Le persone con disturbo ossessivo compulsivo non sono pericolose e non danneggiano gli altri, ma questi pensieri assurdi le rendono esauste. Il rituale che avrebbe dovuto scongiurare il pericolo (la compulsione) era quella di alzarsi dal letto togliere tutte le cinture dalle vestaglie. Poi tornavo a letto, ma non riuscivo ancora a dormire, mi alzavo di nuovo dal letto, prendevo le cinture, le mettevo in una borsa, chiudevo la borsa e mettevo la borsa in un armadio alto. Ciò mi dava un piccolo sollievo, ma non bastava…”

IL DISTURBO

La caratteristica principale del DOC è la presenza di ossessioni e compulsioni che provocano nei bambini e negli adolescenti un significativo disagio ed interferiscono con il normale funzionamento personale, scolastico, relazionale e familiare.

Le ossessioni sono paure o dubbi persistenti e pensieri o immagini sconvolgenti che il bambino non riesce ad ignorare o respingere (ad esempio paura di sporcizia o germi, paura della contaminazione, bisogno di simmetria, ordine e precisione, ossessioni religiose, preoccupazione per i prodotti del proprio corpo come feci o urina, pensieri sessuali o aggressivi, paura delle malattie, percezione di suoni invadenti o parole).

Le compulsioni sono azioni ripetitive o rituali funzionali ad alleviare l’ansia causata dalle ossessioni. Il sollievo è, tuttavia, temporaneo perché eseguire compulsioni alla fine rafforza le ossessioni (ad esempio di compulsioni: rituali di pulizia; rituali di movimento – muoversi in modo particolare in determinati spazi, uscire ed entrare dalle porte, compiere gli stessi movimenti nello stesso ordine prima di fare qualcosa- mettere sempre nello stesso ordine gli oggetti; contare o ripetere sempre le stesse parole; collezionare cose che apparentemente non hanno valore). Alcune compulsioni sono comportamentali, come il lavaggio, il controllo, il toccare o camminare secondo un determinato schema. Altre sono mentali, come contare in silenzio o pregare compulsivamente, ripetere un ricordo per assicurarsi di ave eseguito qualcosa ecc). 

A volte ossessioni e compulsioni sono legate, come ad esempio quando il bambino mette in atto ripetuti controlli delle serrature in risposta alla paura ossessiva della presenza di intrusi in casa, o si lava eccessivamente le mani a causa di una ossessione di malattia. Altre volte le ossessioni e le compulsioni non sono esplicitamente correlate, ad esempio se un bambino teme che accadrà qualcosa alla sua famiglia a meno che non tocchi qualcosa secondo un particolare schema o eviti di utilizzare determinati numeri.

I genitori potrebbero non essere consapevoli della quantità dei sintomi di un bambino, perché molti di questi si verificano nella loro mente ed altri sono facilmente nascosti o mascherati. I sintomi del DOC si manifestano con maggiore frequenza ed intensità a casa piuttosto che a scuola. Svolgere le semplici attività quotidiane può risultare estremamente stressante per il bambino e per la sua famiglia fino a far sperimentare un senso frustrazione, rabbia, impotenza e perdita di speranza. In casa i bambini con DOC potrebbero presentare alcuni di questi sintomi:

  • azioni ripetute sempre nello stesso modo per evitare delle conseguenze temute (ad esempio lavarsi le mani in continuazione per paura di essersi contaminati, mantenere un ordine eccessivo per evitare conseguenze fatali);
  • eccessivo tempo impiegato nello svolgimento dei compiti;
  • numerose cancellature sui quaderni;
  • rigidi rituali al momento di andare a dormire o appena svegli;
  • passare troppo tempo in bagno e consumare eccessivamente prodotti per la pulizia;
  • eccessiva lentezza nel prepararsi prima di andare a scuola;
  • manifestare emozioni di rabbia, ansia, frustrazione inappropriate in caso di interruzione del rituale da parte di qualcuno;
  • difficoltà a spiegare il comportamento ripetitivo (affermare semplicemente di sentirsi costretti a ripetere alcuni comportamenti);
  • tentativi di nascondere le compulsioni. 
  • eccessive richieste di rassicurazione rivolte ai genitori o alle persone vicine. 

Inoltre in ambito scolastico possono rilevarsi i seguenti segnali : difficoltà di attenzione, lentezza nel portare a termine i compiti assegnati, eccessive cancellature sui quaderni, continue richieste di rassicurazione alle insegnanti, ritardi, frequenti richieste di andare in bagno, rifiuto di far toccare o prestare il proprio materiale ad altri bambini.

DECORSO

Nel 25% dei casi l’esordio del DOC avviene entro i 14 anni. I maschi hanno un’età di esordio precoce rispetto alle femmine: quasi il 25% dei maschi ha un esordio prima dei 10 anni. L’insorgenza dei sintomi è solitamente graduale. Se non adeguatamente trattato il DOC ha un decorso cronico. L’esordio in età infantile o in adolescenza può comportare la presenza del DOC per tutta la vita. Tuttavia, il 40% degli individui con esordio del DOC in età infantile o in adolescenza può avere una remissione nella prima età adulta. Nei bambini le compulsioni vengono diagnosticate più facilmente rispetto alle ossessioni, in quanto le compulsioni sono osservabili. Alcune differenze nel contenuto delle ossessioni e delle compulsioni sono state riportate in campioni di bambini e adolescenti quando sono stati confrontati con campioni di adulti. Queste differenze riflettono probabilmente il contenuto appropriato alle differenti fasi di sviluppo (per es., tassi più alti di ossessioni sessuali e religiose negli adolescenti rispetto ai bambini; tassi più alti di ossessioni di danno [per es., timori di eventi catastrofici, come la morte o malattia propria o di una persona cara] nei bambini e negli adolescenti rispetto agli adulti).

FATTORI DI RISCHIO

Gli elementi di rischio relativi allo sviluppo del DOC fanno riferimento a :

  • fattori temperamentali (emotività negativa più elevata e inibizione comportamentale in età infantile);
  • fattori ambientali (abuso fisico e sessuale in età infantile e altri eventi stressanti o traumatici; alcuni agenti infettivi e una sindrome autoimmune post-infettiva);
  • fattori genetici e fisiologici (il tasso di DOC tra i parenti di primo grado degli adulti con DOC è circa due volte maggiore rispetto a parenti di primo grado di coloro che non hanno il disturbo; tra i parenti di primo grado di individui con esordio del DOC in età infantile o in adolescenza il tasso aumenta di 10 volte; sono state rilevate inoltre disfunzioni a carico della corteccia orbitofrontale, della corteccia cingolata anteriore e dello striato). 

Il DOC si verifica in tutto il mondo ed inoltre dappertutto si rileva una struttura sintomatologica simile che coinvolge pulizia, simmetria, accumulo, pensieri, tabù o timore di danno. Tuttavia, esistono variazioni locali nell’espressione dei sintomi ed i fattori culturali possono modellare il contenuto di ossessioni e compulsioni.

TRATTAMENTO

Il trattamento psicoterapeutico d’elezione è quello cognitivo comportamentale. Questo tipo di approccio insegna gradualmente ai bambini a sostituire i pensieri e le paure che stanno alla base del DOC, apportando in prima istanza una modifica del loro comportamento. In particolare l’utilizzo della tecnica di esposizione con prevenzione della risposta (ERP) permette a bambini e adolescenti di confrontarsi con le proprie paure. Progressivamente potranno imparare risposte più adeguate alle situazioni temute, senza che vi sia la necessità di mettere in atto i rituali.

La gestione dei comportamenti ossessivi-compulsivi in ambito domestico diventa fondamentale. Interventi specifici come il parent-training hanno lo scopo di fornire ai genitori strategie di intervento e informazioni finalizzate al mettere in atto comportamenti che non rinforzino il sintomo, ma che al contrario ne riducano la frequenza.

FONTI

  • https://adaa.org/living-with-anxiety/personal-stories/my-childhood-ocd
  • https://theocdstories.com/ocd/childhood-to-adulthood-ocd/
  • https://kids.iocdf.org/for-kids/life-will-be-okay-kathys-story/
  • https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=2774024366280255902#allposts 
  • https://www.nhs.uk/conditions/obsessive-compulsive-disorder-ocd/dianas-story/
  • https://bayareaocd.com/story-of-ocd-beth-age17
  • American Psychiatric Association (APA, 2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders(DSM–5)
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