L’esposizione è una procedura in cui si affrontano deliberatamente oggetti o situazioni che ci producono ansia e disagio. Nel corso dell’esposizione, la persona rimane nella situazione in presenza di questi elementi per un tempo sufficiente a produrre e verificare una diminuzione dei livelli d’ansia associati. L’esposizione in vivo è un tipo di esposizione a oggetti e situazioni temute nella vita reale.
Ad esempio, se una persona teme la contaminazione derivante dal frequentare un bagno pubblico, dovrebbe volutamente rimanere in un bagno pubblico per un tempo abbastanza lungo da verificare un abbassamento dei suoi livelli di ansia. Esiste infatti la credenza che il disagio derivante da una situazione ansiogena debba degenerare o durare per sempre a meno che non si evitino tali situazioni o si fugga da loro quando l’ansia o il disagio iniziano a salire. In questi casi, si può avere la sensazione che non sia possibile gestire diversamente la situazione.
Tuttavia, come scoprirete, questa credenza non è vera.
In un primo momento, è possibile che l’ansia e il disagio crescano, dal momento che si tratta di situazioni ideate per attivare le vostre paure. Tuttavia, dopo una esposizione ripetuta, queste situazioni non vi faranno più sentire disagio allo stesso livello. Quando si illustrano i principi dell’esposizione, alcune persone controbattono dicendo che tale principio non funziona con loro perché, nonostante abbiano vissuto numerose occasioni e situazioni che provocano ossessioni, la loro ansia non è diminuita. In risposta a queste considerazioni, occorre sottolineare alla persona che provocare semplicemente un’ossessione non è sufficiente a far diminuire l’ansia.
La procedura richiede un tempo di esposizione abbastanza lungo da permettere al disagio di diminuire da solo, senza scappare dalla situazione o senza eseguire rituali. Inoltre, come quasi tutti gli apprendimenti di nuove competenze, l’esposizione deve essere effettuata più volte per avere un effetto ottimale e contribuire alla rottura degli automatismi del disturbo.
In questi casi, la persona può affrontare le conseguenze negative del non controllare accuratamente gli elettrodomestici, immaginando che la sua casa prenda fuoco. Nell’esposizione immaginativa, si creerà nella vostra mente una sequenza dettagliata e vivida di immagini che rappresentano il disastro, la catastrofe che credete accadrà se non evitate la situazione o non compite compulsioni. Come per l’esposizione in vivo, il disagio ossessivo diminuirà gradualmente durante l’esposizione immaginativa. L’esposizione immaginativa è anche utile per le persone le cui ossessioni si manifestano spontaneamente e non sono attivate da situazioni identificabili.
Ad esempio, una persona potrebbe avere un pensiero sessuale invasivo e indesiderato in qualsiasi momento o luogo. Questo pensiero potrebbe causare una grande angoscia. In questo caso, non vi è alcuna situazione particolare in cui la persona possa confrontarsi, e la persona non potrebbe esercitarsi a rimanere nella situazione per un periodo di tempo prolungato. Con l’esposizione immaginativa, l’immagine sessuale può essere riproposta più volte, senza cercare di eliminarla o neutralizzarla attraverso un rituale.
L’esposizione immaginativa può anche essere utilizzata per anticipare una successiva esposizione in vivo al fine di rendere quest’ultima più facile da affrontare. Se siete estremamente angosciati all’idea di affrontare una situazione o un oggetto che vi provoca angoscia, potrebbe essere utile immaginarlo prima di affrontarlo. La diminuzione della vostra angoscia durante l’esposizione immaginativa vi guiderà verso l’esposizione in vivo.

